“E i due saranno una carne sola” (Mc. 10, 8): imparare a vivere in coppia Sono cosciente delle cose un pò scontate ed evidenti che mi appresto a dirvi. Ma so per esperienza che è sempre sull’evidenza che saltano o si rinsaldano i rapporti. In questo nostro incontro di fine anno qui a Chiampo vorrei tornare su una frase di Gesù sull’ amore di coppia: e i due saranno una carne sola. Ho pensato di commentarla stendendo una sorta di decalogo.
1. L’altro prima di tutto
L’egoismo, padre di tanti peccati, è la tomba dell’amore. Questo difetto – che porta a pensare solo a se stessi e a darsi sempre la precedenza – danneggia la vita coppia. Ne deriva che chi vuole realmente imparare a vivere in due felicemente, deve capire che il suo nemico più subdolo è l’egoismo, alla cui base sta sempre la ricerca del proprio interesse, passando sopra a quello dell’altro. E questo lo si vede quando si tratta di fare delle scelte, anche piccole: dove andiamo in gita insieme domenica prossima? Sta sera è meglio andare al cinema o in pizzeria? Partecipiamo al ritiro spirituale per coppie che la parrocchia ha organizzato? Da come si risponde a queste domande si vede se sta più a cuore l’ interesse del singolo o il bene della coppia. Ne consegue che l’obiettivo a cui tendere è un cambio di prospettiva, che comporta mettere il partner e il bene della coppia prima di sé. Nella coppia, il tu è più importante dell’ io. Bisogna essere disposti a rinunce in vista delle felicità dell’altro. A cominciare da ciò che è più semplice, come per esempio cucinare un piatto che a voi non piace, ma a lui sì, per farlo contento. Se entrambi si saprà combattere il proprio egoismo, nella coppia le cose cominceranno a prendere la giusta piega.
2. Silenzio, si ascolta.
Tutto il giorno si corre, a destra e a sinistra, tra ufficio, palestra, casa, scuola, traffico e cellulare. La sera, stanchi morti, ci si butta sul divano. E tuttavia, pur stando così le cose, a un dialogo vero di coppia non bisogna assolutamente rinunciare, e tale dialogo non va confuso con uno scambio frettoloso di parole, circa le questioni inevitabili del vivere quotidiano. Due fidanzati hanno la vitale necessità di dedicare parte del loro tempo a costruirsi un clima di intimità, ascolto e reciprocità. Per questo è indispensabile ritagliarsi lungo la settimana quegli spazi di dialogo profondo, in cui potersi dire le cose più vere di sé.
3. “Ciao, come stai?” – “Aspetta, ti accompagno”
Nelle coppie non proprio di primo pelo, sembra che gradualmente la novità venga sostituita dalla buona educazione. E così capita che quando ci si incontra, non è detto che ci si saluti o ci si guardi compiaciuti; segno che l’abitudine ha reso superflua la gestualità dell’ amore. E invece, anche dire semplicemente: “Buon giorno, come stai?” o “Che giornata hai trascorso ieri?” vuol significare che vicino a noi c’è un qualcuno che ci sta a cuore e che ci dà gioia vederlo. Ancora. Quando è finita una serata insieme, perché non accompagni il tuo ragazzo alla macchina o dalla finestra non lo saluti una 2^ volta? La vita di coppia è fatta anche del “superfluo necessario”.
4. Spezza la giornata per non spezzare la coppia.
Tra essere in coppia ed essere coppia c’è differenza. Nel 1° caso, lo stare insieme è la somma di 2 persone; nel 2° caso invece c’ è qualcosa di più e di diverso, che fa sentire il bisogno di spezzare la giornata con un contatto, anche breve, con il partner. Basta un sms per fare il punto della giornata, per scaricare le tensioni, per avere o dare un sostegno nei problemi. Un sms da scambiarsi frequentemente non è un obbligo, è un piacere, è sentirsi uniti anche se si è distanti, è un caffè psicologico.
5. I problemi a metà.
Sia nella vita a due che in quella da single non mancano mai difficoltà. Ma nel caso di una coppia, i problemi non sono mai individuali. Essendo la coppia un’ unità, il sorgere di qualche intoppo si riflette su tutti e due, a prescindere da chi dei due lo abbia prodotto. Bisognerebbe tener presente che quando io sto male, inevitabilmente anche l’altro subisce dei disagi, quindi non posso tenerlo fuori dalla mia vita. Occorre farlo partecipe e chiedere il suo aiuto per la soluzione. In questo modo la coppia funziona, e se qualcuno è abituato a lasciare che l’altro se la sbrighi con i suoi guai, non agisce bene perché in questo modo non costruisce una relazione di qualità. Se ti viene da dire: “Ho già i miei problemi, perché mi devo occupare anche dei tuoi?”, sappi che nella coppia, anche l’altro è chiamato ad occuparsi dei tuoi. Il carico rimane sempre quello, ma l’esperienza di condivisione unisce ancor più la coppia.
6. Blocca il mondo e la sua invadenza.
Tutto ciò che sta al di fuori della coppia, e che chiamo genericamente “mondo”, inevitabilmente incide. E’ necessario allora difendersi da un’invadenza eccessiva del mondo che rischia di ingolfare i delicati equilibri della vita a due. Basta poco a tenere a bada il mondo: è sufficiente non dimenticare che da quando ci si è scelti, la coppia è diventata una priorità.
7. Saper chiedere scusa: il segreto della felicita’.
Alzi la mano chi non ha mai ‘sognato’ all’inizio della propria vita di coppia; e alzi la mano chi non è poi stato deluso dalla realtà, almeno un po’. Il fatto è che di errori ne facciamo tutti e che ogni momento possiamo fare cose che dispiacciono all’altro. Ma la cosa grave è quando uno (chi subisce) si chiude a riccio negando il suo perdono e quando l’altro (il colpevole) non è pronto a riconoscere i suoi torti e a chiedere scusa. Allora si innesca un circuito di ripicche, col quale i due finiscono con l’ essere perdenti entrambi. Chiedere scusa, oltre che un ottimo esercizio di umiltà, è una pratica di autoanalisi fenomenale. Obbliga a guardarsi allo specchio impietosamente, ma dà la forza per riprendere il cammino con sicurezza e senza sensi di colpa bloccanti. Oltre a questo – e scusate se è poco – accresce l’amore e la fiducia reciproca. L’importante è che le scuse siano accompagnate da sincera volontà di riparazione e cambiamento.
8. I nostri rituali, il nostro stile.
Ogni persona ha, generalmente, delle abitudini e uno stile che ad un certo punto diventano un suo marchio di fabbrica inconfondibile, la rendono unica e riconoscibile. Anche la coppia nel corso del tempo matura dei rituali e dei gesti tipici che la caratterizzano. Può essere anche un particolare gergo compreso solo dai partner, o addirittura un modo di risolvere i problemi seguendo uno stile di ragionamento suo proprio. Può essere un gioco divertente scoprire insieme le espressioni tipiche della propria coppia, ricercare tutti gli aspetti che la rendono diversa dalle altre. E’ un gioco, ma è anche un esercizio molto utile per crescere sempre più nel rapporto a due. Infatti praticandolo ci accorgiamo di quanto la coppia ci ha arricchito e caratterizzato, vediamo come non siamo più “due fra tanti”, ma possediamo una fisionomia ben strutturata. Se questo ci porterà a sviluppare una sana gelosia del nostro stile di stare insieme, non potrà che arrecare beneficio al nostro rapporto.
9. La libertà. In due e’ meglio.
Nel momento in cui decido di dare vita a una relazione non posso più pensare di vivere nello stesso modo di prima. Questo vale anche per la libertà. Se prima potevo fare quello che volevo senza rendere conto a nessuno (posto che questo si possa chiamare libertà), dopo, le cose cambiano. Libertà nella coppia vuol dire non imporre la propria volontà, ma tendere insieme a una soluzione condivisa. In coppia, o si è felici in due o si è scontenti in due.
10. Dio prima di tutto.
“Quando Dio è al 1° posto, tutto si mette a posto” (G. Bregantini, arcivescovo). E Gesù: “Senza di me non potete fare nulla” (Gv. !5), dove per “nulla” Gesù vuole dire che nulla conta se non c’è Lui, nulla ha qualità se non c’è Lui. La stessa vita di coppia perde ‘sapore’ se non c’è Lui.
Trovandoci qui a Chiampo, presso un santuario mariano, concludo queste mie riflessioni affidandole all’ intercessione della B.V. Maria, affinchè segua col suo sguardo materno le tante coppie della nostra comunità.